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Tu mi fuggisti, tu mi abbandonasti, tu mi lasciasti solo, sbigottito, tutto doloroso, a terra, mentre io ero ancora accecato di promesse.
Gabriele D'Annunzio (via anticorpifatticolveleno)
A volte
Quando farà freddo
Viaggeremo in galassie sconosciute
Su navicelle spaziali, con un solo bottone
Del tuo colore preferito
Ti stringerò a me
E ti accarezzerò le labbra
Lentamente
Ce ne staremo distese sulle nuvole
A guardare quanto è piccolo il mondo
E quanto infondo fa schifo
Hei piacere, mi chiamo Autolesionismo.
Tu non mi conosci, ma non servono parole.
So come ti senti, non c’è bisogno che tu mi spieghi.
Conosco il tuo dolore, la causa delle tue lacrime ed il tuo desiderio di sparire.
So che non vorresti essere qui.
Qualunque sia la realtà dei fatti, so che ti odi.
Ma io ho la soluzione per te.
Vieni…te la mostrerò.
Vedi quella lametta? Lei ti aiuterà a distruggere quest’oscurità.
Lei ti aiuterà a far scorrere via tutti i problemi, l’ansia e le preoccupazioni.
Ti affezionerai a lei..prima un taglio, poi due, tre..dieci.
Saranno direttamente proporzionali al vuoto e al male che senti.
Lei ti spianerà la strada verso la felicità, verso la libertà che desideravi.
Lei pian piano ti condurrà via da questo mondo che non ti appartiene.
Vieni con me.
Questo non è il luogo adatto a te.
Ti renderò felice.
(via unurlorossosanguee)
E lei aveva smesso di mangiare,
perchè in quel corpo non ci voleva stare.
(via moonlight31113)
Se devo vivere una vita tra attacchi di panico e dolore preferisco morire
Stupide-lacrime (via stupide-lacrime)
Basta… Odio il mio corpo. È un dato di fatto… Sono grassa…
Allora smettila di piangerti addosso e inizia a non mangiare, vedrai che starai meglio!
Lo spero… Essere magra… Sentire le mie ossa… Questo è tutto ciò che desidero.
Sarai magra ma ricordati… Da adesso… Non mangiare… O sarai ancora una brutta e grassa balena spiaggiata. NON MANGIARE.
(via iammary19)
Il sole è tramontato, e con sé si è portato via la mia voglia di esistere. Oggi, capisco il vero scopo della mia esistenza, oggi comprendo che la vita non è fatta per tutti, nella vita ti capitano cose che ti cambiano per sempre, può essere una malattia, la separazione dei tuoi genitori, uno schiaffo, una violenza, delle botte dietro un cassonetto all’uscita di scuola, un taglio troppo profondo, un pasto saltato di troppo. E ti ritrovi così, sospesa. E ti ritrovi così, sottoterra. Prego Dio ogni giorno che la fine arrivi presto, anche se io non credo in Dio. Questo mondo è folle, è matto, completamente fottuto, questa società uccide. Ci sono cose che non si cancellano dalla mente, cose che ti restano cucite dentro, agli organi, annodate tra le costole che vorresti vedere sporgenti sulla pancia piatta. Ma quel momento non arriva mai, salti cena da due mesi ma non è cambiato niente. Non sei calata di un etto, e ogni giorno guardi i segni che l’anoressia ha lasciato su di te: le ossa della spina dorsale sporgenti, i polsi piccoli come le caviglie, le ossa del bacino sono rimaste sporgenti e quando ti sdrai le accarezzi per ricordare quanto era bello camminare vestita dei tuoi quarantaquattro chili, leggera, etera, invisibile. Fragile ma indistruttibile. Prego Dio ogni giorno di tornare a quel peso, così, una mattina, svegliarmi e riscoprirmi magra. Ma la verità è che devi lottare, devi ammalarti, di nuovo, ancora e ancora, ogni giorno. Devi ficcarti le dita in gola e affondare le unghie nei palmi quando i crampi per la fame ti logorano. La sofferenza che hai dentro è così tanta che non riesci nemmeno a tenere gli occhi aperti, sono sempre socchiusi e colmi di lacrime che non riesci a far uscire, stanno lì, incastrate tra le tue iridi azzurre. Vorresti solo strapparti tutta la pelle di dosso, tutto il grasso che ti ricopre, tutto. Vorresti solo tornare indietro, a quando il tuo pasto erano due bottiglie da un litro e mezzo di thè verde, caffè, e un po’ di yogurt magro e una pesca acerba ogni tre giorni. Quando ce la facevi e non avevi nessuno che ti minacciava con ricoveri e milleseicento calorie di integratori al giorno, vorresti solo tornare al giorno in cui ti sei ammalata di anoressia e al tuo obbiettivo ci sei arrivata, e l’hai superato, e sei andata ancor sotto quello che era il tuo record di peso. Volevi essere una trentasei ma ti entrava la trentaquattro, volevi arrivare a quarantotto chili ma sei arrivata a quarantaquattro. Adesso ne peso sessantanove, e tutto ciò che desidero è tornare in quel mondo fatto di controllo. Vorrei solo tornare a quando ero magra da morire e le persone mi chiedevano “ma mangi?” e io annuivo mentendo spudoratamente a tutti. “E’ costituzione” ma si vedeva lontano un miglio che io di costituzione avevo le cosce grosse e i fianchi larghi. Erano le ossa a fregarmi, quelle ossa sporgenti che mi lasciavano lividi sulla pelle sottile. Mi hanno rinchiusa e imbottito di cibo fino a farmi riprendere peso ma non hanno mai pensato che così facendo mi avrebbero strappato via la felicità. Dall’anoressia non ci esci, finisci per buttarti in altri disturbi alimentari, riscopri il cibo e ti butti lì, mangi e ti strafoghi per colmare un vuoto che però non si colma mai. “Ma che cazzo ho fatto?” ti chiedi quando l’infermiera del centro di cura ti pesa e vedi un sessantanove. Ora me la sogno una trentaquattro, ora dei jeans porto una quarantaquattro/quarantasei. E voi non potete nemmeno immaginare cosa si provi ad essere ritornati fragili e distruttibili, perché è vero, l’anoressia ti toglie le forze, ma mentalmente sei la persona più forte del mondo, hai il controllo di tutto, delle calorie, degli allenamenti, dei pasti, ma l’anoressia ti porta via tutto, si mangia tutto, si risucchia dentro tutto l’amore. Ma io sarei disposta a rinunciare a tutto questo amore (che non c’è). Sarei disposta a tutto per tornare indietro, perché ci sono giorni in cui mi sveglio e mi odio così tanto che vorrei solo lanciarmi giù dal quinto piano. Peccato che qui di piani ce ne sono due, e il balcone è chiuso da grandi catene e lucchetti. Perché lo sapete, lo sapete che voi la gente la ammazzate, non la salvate.
Silvia Tarizzo, deliriofiorito. (via deliriofiorito)
Voglio tatuarmi diocane
Perché nessuno capisce, quanto fa male questa situazione. Nessuno si chiede quanto è brutto svegliarsi con la voglia di morire.
(via cercando-la-perfezione)